Appunti dalla solitudine
continuamente accalcato
verso ciò che stò per diventare
solo e libero mi sento come una barca piena di pesci
una borraccia piena di paesi
come una scarpa piena di birra
come uno straniero che tramonta all'orizzonte
quindi amici visioni danze e avvenimenti
vedo approdi in spiagge bianche
e noci di cocco
e sete per gustarne il succo
vedo il mare e il cielo al di là
silenzioso e calmo
come un abisso profondo pieno di luci
come se il gigante dalle mani gentili
e dal sangue di vetro
possa arrivare fin lì e precipitare
assieme ai velieri e alle caravelle
passo dopo passo come su un filo
aggiusto i desideri
e calcolo l'errore
tutto mi fa sentire come uno straniero
fragile e nervoso
mi fai sentire fuori dal mondo
ogni volta
preda di avventure
all'ultimo respiro
durante i quali penso di poter scappare
di poter vivere e trovare una porta
una sola porta da aprire
che si apra in un posto che sogno da sempre
dove poter vivere
poter vivere e cantare
dove i ventilatori continuino il loro lavoro
e tutti sappiano cuocere dolci
dove nessuno ha bisogno di aiuto
dove si ha solo bisogno di consigli
per fare meglio ciò che è già la sua arte
dove ci sia l'arte di ognuno
e mai più il pianto dell'odio.
feste, tanta festa
e mai più vecchi
che non vogliono il sorriso dei giovani
mai più giovani
che prendono una macchina solo per fonderci dentro
nell'inutilità di una strada d'asfalto
fra cocaina e occhiali all'ultima moda, fra telefoni e finzione
valore dell'uomo onore e gloria coatta
dio patria famiglia e infermità mentale
lungo la sottile linea della guerra civile
lungo la sottile impercettibile linea del tracollo della civiltà.
mi piace il frigo
mi piace aprire quella porta
e trovare unpo'di acqua fresca
mi piace l'acqua leggermente frizzante
poi torno alla sedia
nudo, vestito con una canottiera
e scrivo
di notte
dopo essere tornato dal giorno
e dalla sera
e lei era così
come tu la vedi
scherza con te
il passato ti torna dalle viscere
il modo di fare
le cose da pensare
e non sai come iniziare
ma inizi
sbagliando
e gli parli di tutto
alla principessa medievale
e di lei non sai quasi niente
quasi non chiedi nulla
poi ti accorgi
stai parlando solo di te
tutte cose che sai già troppo bene
allora smetti
altrimenti dopo ti ricorderai solo di te stesso
e inizi a chiederle qualunque cosa
ma mai abbastanza da ricordarla bene
sfumerà
e si allontanerà
svanendo nel mattino.
la mia pancia è soda
la puoi prendere a pugni
ed io capisco come pochi altri coglioni
che va bene così
che stà andando per la quale
prendimi a pugni un altropo'
e mi innamoro
ma no
ogni cosa ti trascina fino al momento
in cui senti dire
poche parole
ma sincere, normali.
e li finisce tutto.
afferro l'amaro del capo
lo riposo, è finito.
solo quel goccio
che ti basta per capire
che brucia nello stomaco
come ogni altra cosa meravigliosa
che vedi una volta nella vita
e poi chissà
quante persone non vedo più da tanto
e chissà se saprò qualcosa prima o poi di loro
se stanno bene, se sono vive ancora
che senso ha morire?
è come tornare a casa
togliere le ciabatte
pensare alla giornata
e addormentarsi.
allora prendo una sigaretta
una paglia
e mi accorgo che non mi serve a niente
se non per farmi compagnia.
anche l'arte, scrivere
cercare di trovare la tua musica
cercare i tuoi colori
è un'impresa
e serve solo per tenerti compagnia
mentre da solo canticchi
spolveri la chitarra
conti i giorni passati
senza sapere come suonarla
non sapendo cosa dirgli
scopri te stesso
un giorno alla volta
e ti vivi addosso.
nasci dagli alberi di farfalle
bevi da un'unico caldo seno
come da una polla d'acqua
nella rorida vita
muori soffocato
nella sorgente tiepida
di tutto il tuo sangue.
©
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L'autore
Fratello
Ho sempre scritto principalmente per sfogarmi, questi sfoghi sono divenuti Poesie e Reading. Ho partecipato al Marte Live leggendo in locali di Roma incluso il teatro Palladium arrivando alla finale senza vincere assolutamente nulla. Accompagnato musicalmente dal basso elettrico di Gabriele D'Ubaldi.
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