Piccolo uomo

E la chiamano essenza di vita
il sacrilegio immondo che cavalchi,
tu uomo essere indegno senza scrupolo
nel tuo arrabattare senza palesi ragioni
inondi e deturpi a strippa pelle
della natura le stupende visioni.
Tu da tempo relegato dietro la lavagna
non riesci più in un componimento pulito,
troppe brutte copie senza sostanza
la macchia del disonore assorbe l'intelletto
e tu piccolo uomo sempre più inetto
brancoli nel buio e offendi ragione e verità.
Quante opportunità gettate al vento
balbetti solo retorica di presente
senza lungimirante visione e senso di rigore,
di un quotidiano stanco trascini il passo ...
non c'è in te quel fiore all'occhiello
che mira deciso a profumi di bello.
Sei il solito teppista che lancia segnali
teoria sgualcita senza esempio profondo,
vivacchi e sempre più in balia
del fetore di marcio ... l'attore moderno:
storia errante sempre più schiava del frivolo
avulsa di spessore e mortifica della vita il giardino.
©
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