Gli sdraiati

Anche per loro è Natale
imprigionati nel dramma del dolore,
loro che vivono il mondo
dal basso verso l'alto.
Strana e crudele la vita
quando ti appieda e non ti dà appello
e ti lascia in quel limbo...
senza poter ritornare nel mondo.
Tu sei li come loro o madre
come un oggetto delicato da curare,
in quel mondo altere- fatto
dove c'è impossibile entrare.
Quanti sdraiati non son baciati dal sole
sempre lì rinchiusi fra quelle pareti,
squallide e lisce mura colorate
vi tengono prigionieri dall'essenza di vita.
Fuori c'è un prato verde da accarezzare
con i piedi in quella corsa viva e salutare,
fuori c'è un cielo terso bello da osservare
uno spunto meraviglioso per poter cantare.
Quanta solitudine ci coglie al varco,
c'è chi va oltre la soglia senza tempo
e chi resta in questo limbo come oggetto:
atroce sentenza per far la penitenza.
Anche per voi persone immobili
sofferenti corpi nelle vostre piaghe...
ci sarà quel suono di cornamusa
a dir: È rinata ancor la vita!
Quante parole non mi hai più detto
o madre e mi si stringe il petto,
vederti sempre lì sofferente e tesa
è un supplizio che non colora la vita.
©
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