Il valzer del gambero

O mia cara che ti alzi di buon ora
fedele testimone nella tua opra,
tu ci dai dentro generosa e decisa
la tua pagnotta dev'essere gustosa e precisa.
Storia italica che batte la fiacca
la zucca poco sveglia vale un acca,
la legge del taglione per la mandria scalza
ma per i potenti il tenore sempre più s'innalza.
Lo scalone val per te povero pantalone
tu che nel faticar ripeti tosta l'azione,
e anche tu compagna di cordata
or sei in mezzo alla tagliola ardita.
Più che ci dai e metti l'impegno
oltre la busta lo sforzo è indegno,
tu puntuale ti sudi annata su annata ...
ma il tempo ti dà più cruenta la stangata.
Quel misero salvadanaio di pensione
non cresce mai per gli scatti d'erosione,
tu fatichi e tiri il carretto con ingegno
patetica Donchisciotte nel suo regno.
O mia cara questi soloni di giornata
meriterebbero almeno una bella incornata,
questi poco sanno cosa vuol dire faticare
sono più avvezzi a menar ganasce e parole.
Quando batte ora nei garretti l'aratro
allunga il passo e mantieni quel metro,
ma contro le imboscate si può poco
a questo ristorante manca il cuoco.
A lor signori i conti tornano sempre,
ben pasciuti e rifocillati come lontre
non sentono la tua fatica e il tuo affanno...
nelle stanze buone si sta bene tutto l'anno.
©
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