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Satira 6 gennaio 2016 · lettura 2 min · 678 letture

La Befana

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Giancarlo Fiaschi 775 poesie pubblicate
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Arriva ratta ratta la Befana or la scopa l'ha dimenticata, nel progresso la fantasia lascia il passo si adegua e vive alla giornata. Cara vecchia e stanca signora tu che nei secoli arrivi di buonora quando le tenebre avvolgono la dimora e i bimbi dormono da qualche ora. Questa tua teorica storia perde nel tempo la memoria di quei particolari antichi di bimbi genuini fra i banchi. Ora son diventati tutti smanetta- tori, li vedi a capo basso sui telefonini e ti guardano con un occhio i cartoni, poi anche sui compiti mettono le mani. A mia cara vecchia Befana tu arrivi con tre dolcetti e una banana, sei diventata troppo antiquata rinnova un po' quel tuo guardaroba. I doni che porti poi son obsoleti ripetitivi, poveri e abitudinari, fai un salto di qualità su binari nuovi alza un po' la gonna e rinnovala... poi a quel naso una bella aggiustatina oggi ci sono tanti chirurghi plastici, adatti per ogni tua misura e vedrai come ti faranno bella e carina. I pargoli ora stanno svegli fino a mezzanotte ti vedono arrivare e si mettono a sbadigliare, così antica e mal messa in arnese non li addolcisci più con du caramelle. Dai retta a me non ti resta che la casa di riposo fai una visitina ai vecchietti che sono soli, forse loro ti vedranno ancora con spirito curioso e la sola tua presenza li farà felici.
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