Silentium
Silenzio.
In ogni parte è silenzio.
Profondo. Spesso. Insondabile.
Silenzio.
Al fondo della scala musicale
sepolto nel limo primordiale
sorge
inaudibile all’orecchio
quasi da cosa vivente venisse
un canto morente:
è il ronzìo disumano che il silenzio
finge agli alterati sensi
che in ciascun uomo crea
un’illusione diversa
di melodiosi colori,
e di terrori variamente dipinti.
Soggiornare in questi
luoghi incoerenti di
stanze malate, seppure
esistenti, ci turberà poi tutti
né alienati più di noi e d’altri
coscienza avremo.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (1)
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rosanna gazzaniga15 febbraio 2016
Mi ha colpito il verso... quasi da cosa vivente venisse un canto morente... il poeta ascolta, osserva l'illusione della felicità, i suoi colori, consapevole che prima o poi stingeranno... Consapevolezza e malinconia in un poetare profondo!
