Il pullman di Pozzuoli
A Monteforte Irpino è avvenuta la tragedia:
il corriere che trasportava numerosi viaggiatori
ha condotto ad una morte non preferibile all'inedia
sbandando e precipitando da trenta metri uccisori.
Impressionanti furono le immagini del telegiornale
che trasmisero i danni dell'indesiderato incidente;
l'orrore spiegato pure da ricostruzioni in digitale
fa pensare all'errore umano assillando la mente.
Lacrime sulle morti dei trentotto malcapitati;
l'affetto dei cari ch'esplode in angosciose effusioni,
tutte le vite perdute in quei momenti dannati
pugnalano il cuore e svuotano di pianto i polmoni;
la dinamica del disastro ha portato i pezzi sfasciati
a sopprimer di gente irreprensibile i respiri e le azioni.
Lo Stato ha celebrato un giusto lutto nazionale
per ricordar le vittime e consolare i poveri famigliari;
per chi ha perso un parente o un amico speciale
nulla potrà rimpiazzar la gioia di tanti attimi solari.
Dopo il silenzio di piombo che invase le lamiere
ecco i vigili del fuoco intervenir nel metallico recinto;
una vita umana da salvar è lo scopo d'ogni pompiere,
lottare con le braccia perché la morte non abbia vinto.
Anche il Presidente del Consiglio partecipò al lutto,
la testa china per pensare alla perdita irrimediabile
di nonni, padri, madri, figli, nipoti, cugini, ossia tutto
per chi voleva condurre in famiglia una vita invidiabile;
quel pullman di sofferenza portatore ha invece distrutto
il futuro di persone che resterà quindi inimmaginabile.
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