Ho perso
Costipato nel vascello
della solitudine giaccio
inerme come anfora preziosa
longeva ardita riposa,
Curiosa esploratrice
dei fondali senza segreti
fervida mano mi prese
a toccar il mare del cielo
Gustoso bere
l’aria della Madre Terra
soave respirare
la luce dell’infinito universo,
Studiarmi a rispolverar
maestosi contenuti
con impegno svelta andavi...
come la spensierata gioventù
Sentirmi coccolato,
ascoltato, amato
di tanto affetto...
appagante sensazione.
Troppo bello per essere vero!
Dolore, ti esplose
in tanta ira da oscurar
il giorno... infelice
come l’Etna
A poco servon
le formule della ragione,
giunto era l’addio...
come il caffè amaro
Insolute domande,
inespressivi motivi,
quanta confusione,
Eri il mio petto...
Risplende il buio
nei tesori inviolabili
ove nessun essere umano
potrà soffiar gocce d’Amicizia...
Tu, Fossa delle Marianne!
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