Crepe ingiallite

Fra canne d'esistenza
umile peregrina la parola,
nel clamore della scena
svilisce nel giorno
il gusto dell'attesa.
È notte di ideali
nell'attimo messo alla gogna,
solo fatue sirene
ghigno- se attendono
di vederti passar caracollante
gonfio di miseria.
Dove vai sentimento
ramingo del giusto verso,
ti perdi nella notte cupa
e mi lasci a metà scena
nel limbo del non senso,
mentre fuori deciso
fischia forte il vento.
Vorrei allungare il passo
oltre ostacoli sgangherati
fra pruni e campi assolati,
vorrei credere a qualcosa
mentre svogliato attendo
che ritorni il nuovo sogno.
La notte affoga i colori
e strizza malandrina
umori taciturni e confusi,
tirannide illusione di vita
ti annidi nelle crepe ingiallite...
in mani stanche e abbandonate.
©
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Commenti (1)
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Nero28 gennaio 2016
Ottimo modo di scrivere... molto musicale... le ultime due strofe son proprio belle... e arriva anche tutta la disperazione diretta al lettore, senza filtri, complimenti!
