Il flauto si Pan
Odo nell'aria
al tepore diffuso del verde del maggio
parole confuse, leggère
sonanti come canne palustri
nasali
disperse nel cielo sospeso
come vela di bronzo sonoro,
antico, e l'eco
raccoglie il mio orecchio, conchiglia di mare,
smarrito
in un labirinto di legno
di sandalo
e il lieve profumo armonioso
soffuso
si posa ai cancelli del regno evanescente
dei sogni perduti,
spezzati, dispersi,
che vagano lenti
sul vago respiro
di violoncelli sussurranti.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (1)
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e
emiliapoesie392 febbraio 2016
melodie nel mese di maggio diffuse tra il cielo e il canneto che in accordo sembrano voler festeggiare l'arrivo del sole e del canto di uccelli ed il sentimento del poeta contribuisce all'atmosfera...