Beatitudine in adolescenza
Beatitudine in adolescenza è un privilegio raro,
ma parliamo di un seminarista fuori dal comune,
colui che a quattordici anni, così casto e caro,
produsse una decisione da cui nessuno è immune:
decidere fra la vita e la morte, quale intraprendere,
quale ancora afferrare, quale corpo difendere.
Rolando Rivi fu proclamato da poco beato,
ma la sua stella rifulge già nell'albo degli eletti;
il suo cristallo di risolutezza si scopre ammantato
d'una coperta aurea che sprizza tutti i suoi effetti:
amore per questo ragazzo tanto ardito e coraggioso,
compassione per i carnefici del suo omicidio odioso.
Undicenne entrò nel bel seminario di Marola,
due anni dopo dovette abbandonarlo per la guerra,
ma conservò l'abito talare come il sarto la spola,
continuando l'atteggiamento sacerdotale come in serra
il botanico sfronta le sue piante, così il grande Rolando
purificò la sua anima da ogni sozzura e spirito nefando.
Partigiani comunisti lo ebbero, dopo averlo costretto
a togliersi la tonaca e a sputare sul crocefisso;
fra Monchio e San Valentino agli onori un cadetto
del Padre misericordioso s'innalza fuori dall'abisso
un ragazzo che difese il suo tesoro fino allo strenuo,
un paladino del cristianesimo savio e non ingenuo.
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Commenti (1)
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stello cutroneo3 febbraio 2016
Bella lettura di una storia in versi molto chiari e ben scanditi. Piaciuta tanto e tanta emozione, un plauso al poeta ed un pensiero in omaggio al protagonista.