Troppe voci

Troppe voci non han trovato casa
lungo i binari folli della storia,
sempre ricorda limpido il potere
i sacrilegi immondi del passato,
mentre acconsente sotto traccia
al mercato d'armi per l'agguato.
Strana visione a questa bottega
ci si nutre a iosa di gran retorica
e l'occhio appare proprio strabico,
osserva solo una parte di scena
mentre l'altro è appisolato sui conti
e su certe sofferenze, si mette i guanti.
Oggi che siamo appiccicati come mosche
e la Borsa è al centro di troppi sogni,
la regola e il rispetto son uccel di bosco
e tu vedi il prelato fuggire ratto ratto
con le elemosine dei fedeli affranti,
poi nell'esempio troppi son fuori posto.
Mi duole veder la scena superficiale
dei media che ti martellano col Grande evento,
la pubblicità a ogni ora ti fa lo sgambetto
e mentre gusti deciso il piatto fumante
quel bimbo scheletrico ti prende la mente:
e pensare che stavi guardando solo il telegiornale.
Tu che sei un umile viandante generoso
e la pace per te è il bene più prezioso,
ti ritrovi scioccato alla finestra a meditare
il futuro è scuro da quel tuo davanzale,
mentre continua il valzer dei ricordi
tu come pulcino nero ti confondi.
©
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