Luce
Elena Poldan
512 poesie pubblicate
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s'alzò
rapido e impetuoso
con turbini e spire
un vento lontano
che presto divenne ciclone
spazzando via ogni cosa
(luce colore vita e sapore)
tirando dentro tutto
in un vortice vuoto
mi ritrovai in ginocchio
al cospetto d'un baratro senza fondo
guardandomi intorno
desolante si mostrò
tetro il paesaggio
piansi per giorni
dimenandomi fra lacrime e buio
fagocitandomi in stecche di perdute aurore
annegandomi in tazze di fumante languore
perdendomi in gocce d'amaro oblio
fino a quando
mi guardai dentro
e vidi tutto
con tale nitore
che sovente mi chiuse le ciglia
ma vedevo
adesso vedevo tutto
quello che avevo (tanto)
quello che non avevo
i sentimenti di chi mi odiava
(letali come serpenti striscianti
morse strette attorno alla mia anima negletta)
quelli di chi mi amava
(inerpicati sul mio cuore allora sordo
cospargendomi di grazie e carezze)
vidi tutto
e cominciai a ricostruire
scartando mostri e megere
accogliendo angeli e santi
come mai prima era stato fatto
come per sempre rimarrà fatto
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (1)
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G
Giuliano leandro loy3 marzo 2016
Una lotta interiore che spesso non lascia ne vinti, e ne vincitori. In questo tuo contesto una determinatezza a saper essere, ciò che sempre si è anelato! L'ho trovata splendida questa tua poesia, dove si evince una battaglia del tutto personale dell'autrice, verso una più chiara conoscenza di se stessa.
