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Introspezione 15 febbraio 2016 · lettura 1 min · 1800 letture

Luce

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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s'alzò rapido e impetuoso con turbini e spire un vento lontano che presto divenne ciclone spazzando via ogni cosa (luce colore vita e sapore) tirando dentro tutto in un vortice vuoto mi ritrovai in ginocchio al cospetto d'un baratro senza fondo guardandomi intorno desolante si mostrò tetro il paesaggio piansi per giorni dimenandomi fra lacrime e buio fagocitandomi in stecche di perdute aurore annegandomi in tazze di fumante languore perdendomi in gocce d'amaro oblio fino a quando mi guardai dentro e vidi tutto con tale nitore che sovente mi chiuse le ciglia ma vedevo adesso vedevo tutto quello che avevo (tanto) quello che non avevo i sentimenti di chi mi odiava (letali come serpenti striscianti morse strette attorno alla mia anima negletta) quelli di chi mi amava (inerpicati sul mio cuore allora sordo cospargendomi di grazie e carezze) vidi tutto e cominciai a ricostruire scartando mostri e megere accogliendo angeli e santi come mai prima era stato fatto come per sempre rimarrà fatto
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (1)

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G

Una lotta interiore che spesso non lascia ne vinti, e ne vincitori. In questo tuo contesto una determinatezza a saper essere, ciò che sempre si è anelato! L'ho trovata splendida questa tua poesia, dove si evince una battaglia del tutto personale dell'autrice, verso una più chiara conoscenza di se stessa.