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Introspezione 19 febbraio 2016 · lettura 1 min · 1700 letture

Ero e sarò scontento del sono

Pagu 229 poesie pubblicate
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Tragici mi appaiono quei sordi rumori che sbattono contro le alte pareti restie, lucida mutevolezza che fiera tradisci un vecchio discepolo di fama già spenta nel ricordo beato dei tempi che furono. Senza pietà, in una negligente agonia ti scruto, forse ammiro e ancor prego le sorridenti facce delle opportunità qual teatro dalle luci soffuse e confuse per me che ero e sarò scontento del sono. Eppur ancor ballo delle ore la danza, appassita sembra la musica antica, cerco la forza per un ultimo salto morbide le catene che mi legano a terra, accogli Regina gli ideali ormai spenti.
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"Il miglioramento delle condizioni in tutto il mondo non dipende in maniera essenziale dalla conoscenza scientifica ma dalla realizzazione delle tradizioni e degli ideali umani". Albert Einstein

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Mi inchino, dinanzi alla tua bravura! (Galante Arcangelo)

Commenti (15)

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Paola Riccio19 febbraio 2016

Sofferta e viscerale, quasi uno sfogo, una preghiera laica. Ogni parola ha un peso, nulla è lasciato al caso, decisamente il punto di forza dell'autore è la cura minuziosa nello scegliere il lessico più adatto a renderci partecipi del suo immenso universo interiore. Meravigliosa.

s
stello cutroneo19 febbraio 2016

Mi par di cogliere la voglia di innalzarsi ad una vita od a una dimensione superiore alla presente. nobili sentimenti espressi in una incisiva e puntuale lirica dai versi che trasportano in quell'altro mondo pregno di spiritualità. Condivido, molto bella e piaciuta.

Luciano Capaldo19 febbraio 2016

Una giusta filosofia della vita. L'uomo al centro del progresso e del miglioramento si avvale dim scienza e tecnologia ma la materia prima rimane il cuore e l'anima capaci di proiettare migliorando uno scontento presente. Lirica di grande spessore e che condivido nella forma di inquietudine che svolge e presenta in questi fluidi versi.

Rosita Bottigliero19 febbraio 2016

Nella sua complessità l'uomo riesce sempre ad essere al centro dell'attenzione. ... Versi veri e intensi

emmalisa lucchini19 febbraio 2016

sono i rumori dell'anima i ricordi che travolgono e ci rendono inquieti. ma in fondo è la voglia di cambiare, forse attratto da dimensioni nuove nuovi progetti di Vita non solo per se stessi, è il mondo che lo chiede; i diseredati i poveri della terra. Noi siamo responsabili di molte situazioni che governano il mondo, gli ideali dell'essere umano molte volte calpestato da despoti che governano la Terra. Lirica che fa riflettere molto, grazie all'Autore

zani carlo19 febbraio 2016

Molto complessa questa opera ben strutturata e con stile ripeto inconfondibile... mai essere troppo contenti di se stessi... perché bisognerebbe cercare il miglioramento che aiuti noi ed il prossimo... e nonostante quelle catene spiccare se non propri voli almeno dei salti...

Sara Acireale19 febbraio 2016

Per migliorare le condizioni umane non conosco altro che la terapia dell'amore. Soltanto l'Amore può salvare il mondo, quello che oggi manca presi come siamo da un cieco egoismo e da una sorda indifferenza. Il Poeta soffre (ero e sarò scontento) per le condizioni umane che in questo ultimo periodo si sono involute... Anche secondo determinate dottrine esoteriche l'umanità odierna si trova in un vicolo cieco. Abbiamo fatto passi da gigante nel capo scientifico e tecnologico ma non riusciamo a debellare la povertà e la fame di milioni di esseri umani. Siamo in grado di navigare nello spazio ma non conosciamo abbastanza il pianeta terra. Spero che la Regina accolga ideali di umanità e d'amore

Anna Di Principe19 febbraio 2016

Lirica che trae alimento dagli input esistenziali e da tutto ciò che è interiorità... il Poeta con versi densi e pensosi esprime la consapevolezza "dei tempi che furono " e l'inquietudine attuale, che si snoda tra luci ed ombre di una realtà che stride con il proprio Io. E' presente, fin dai primi versi, la visione di un mondo logorato, che consuma speranze ed opportunità; un bilancio triste che scaturisce da fatti obiettivi ed oggettivi di realtà minime che ci stanno attorno senza ideali. Un testo dalle perlustrazioni emozionali con una poetica fortemente umana, a cui va il mio elogio.

Grazia Denaro19 febbraio 2016

Molto sofferta questa lirica per come sta andando a peggiorare il mondo, i poveri sono sempre più poveri e disperati, i diseredati che vengono dal continente oltre il mare sono sempre più disillusi. I ricchi fanno finta di non vedere e di non sapere. Sempre più forte regna l'indifferenza. Ci vorrebbe l'amore per supplire a tante mancanze, a tante diseguaglianze, ma è proprio quello che scarseggia sempre di più. Qualcuno tiene ancora a donare dignità a chi purtroppo l'ha persa ma non per propria colpa. Anche la terra per colpa dell'uomo è allo sfacelo. Un mondo che non è più quello di qualche decennio fa. E noi stiamo a guardare questa disfatta senza sapere come sarà l'evoluzione. Versi apprezzati!

Giuseppe Gallo19 febbraio 2016

Guardare il mondo e la sua evoluzione dalle molte facce negative, e sentire nel contempo una profonda malinconia osservando le opportunità che si presentano e non vengono colte, e sentirsi scontento di non poter fare di più per il prossimo, è un segno di alta sensibilità. Lirica lucida con versi sapienti che inducono il lettore a profonde riflessioni, come ci ha abituato questo Poeta.

Daniela Dessì20 febbraio 2016

Una realtà difficile quella in cui viviamo, morti gli ideali, il cuore disilluso non si identifica con le bassezze del mondo quotidiano e si ribella al comune modo di sentire privo di valori e sentimenti a cui rapportarsi, un mondo egoistico, verte esclusivamente sui profitti e interessi personali, un mondo barricato in cui predominano gli interessi individuali.

carla composto20 febbraio 2016

Purtroppo gli ideali non esistono più ...si va avanti il progresso a volte é regressione come credo abbano grandi maestri cone Adler, Fromm etc... si cerca in tutti i modi di poter arrivare a verità lontane... poi ci si rende conto di dover ricominciare, di trovare la forza ...per un ultimo salto... profonda introspezione che arriva al lettore ...il mio plauso

Eolo21 febbraio 2016

Descrivi con intensità e nostalgia il tuo viaggio intorno all'anima. La caduta di valori ci porta molto spesso ad andare avanti serrando i denti incapaci di alleviare lo scontento del cuore. Scrivi sempre con molta sensibilità, il mio elogio.

S
Sabyr21 febbraio 2016

L'autore è scontento dell'essere... io sono contenta che abbia scritto questa bellissima poesia che spinge a riflettere su valori, ideali, sul senso stesso della vita. Apprezzatissima.

Galante Arcangelo20 febbraio 2018

Grande verità, che emerge quando l’autentica nobiltà d’animo, luminosa come il sole, assieme ad una innegabile saggezza, trionfano su ogni genere di invidia, superficialità e rancore. Coloro che possiedono tali virtù, supereranno sempre gli ostacoli, in modo irreprensibile. Davvero una sensibilissima pubblicazione, per le ottime riflessioni di vita in essa contenute. Il mio encomio al sensibile poeta!