Ascoltando il “canto in re” (tradizionale sardo accompagnato dalla chitarra)
Gesuino Curreli
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“Ando in chirca ‘e sa fortuna
isclamende a boghe lena...”
e l’anima si accende e si scatena
dentro i bagliori caldi della luna.
Metamorfosi languida e possente
che rasserena come a navigare
ci si stordisce d’empito suadente
con meraviglia che non so spiegare.
Come quando, innamorati, di cantare
si senta voglia, e forza impertinente
di abbandonare l’anima e la mente
al misterioso pathos dell’amare.
Quel canto di melodiche movenze
che bagna piazze di echi mai scordati
ripete il rapimento e, innamorati,
voliamo in delicate trasparenze.
E’ lingua che gorgheggia le canzoni
al suono di vibranti “re”, e minori
che inondano di effluvi e di sapori
imprecisati quanto le emozioni.
“Vado in cerca di fortuna...:”, ma mi basta
sentirlo dalla voce del tenore
nelle ore malinconiche se il cuore
null’altro attende e tace nella sera vasta.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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