Vivere la notte
Vivere la notte
Ombre fugaci svicolano qua e là
si rincorrono nel buio amorfo
saltellano, ondeggiano tremule
come foglie mosse dal vento
Satura è l’aria di gemiti d’amore
Sguardi assonnati dietro le finestre
la fitta coltre oscura scrutano pensosi
Si spengono e s’accendono le luci
qua e là si rincorrono, ammiccano
In piazza la gioventù impazza, canta,
danza, balla, starnazza, ride, ama
sotto la luce diafana del lampione
i tacchi batte la dispensatrice d’amore
solitaria stringe le braccia al petto
a ripararsi della notturna fredda bruma
accorre lesta ad un cenno, ad un richiamo
a dar compagnia all’ubriaco di malinconia
un amore non amore di pochi momenti
a chi non è amato, triste, solo e disperato
E le stelle par che sorridono, mirando
le umane miserie, attendendo l’alba.
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