Modernità

Troppe voci tuonano sorde
lanciano proclami del niente
armano pensieri profondi
su fondamenta inesistenti.
Il popolo oggi non fa la rivoluzione
sventola bandiere sul campo di pallone,
sbava su immagini alla televisione
e nella partita a carte mena l'azione.
Il parco buoi bivacca nel recinto
e fra pari non sfugge la cornata,
ma non va oltre la sua staccionata
e spippola spesso su l'ultimo in usci
ta.
Troppa socialità ormai è in alto mare
tutti rinchiusi nel proprio orticello,
un salto al bar a fare la giocata
per cambiar la vita e farla profumata.
E di parola in libertà perduti
a dar lezioni e mostrare gli attributi...
va così e si vivacchia alla giornata
con un po' di prosciutto e un'insalata.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Giovanni Ghione6 marzo 2016
"Troppa socialità ormai è in alto mare" questo è il vero senso della "Modernità" un alone di indifferenza ci avvolge perché ciascuno pensa a me non tocca, poi nel bisogno ci si ritrova soli. La società liquida tende all'edonismo e si getta sempre più nel conformismo, pertanto hanno un profondo valore le impressioni di questa lirica che sono precise e veritiere.
