Vigilia del giorno festivo
Gesuino Curreli
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Lascia che ascolti lo sfumare alato
del silenzio che anticipa la festa
e mi inabisserò nella tempesta
dei venti che si aggrappano al passato.
Da lì sarò per vicoli e sentieri
a inerpicarmi dove giunge il canto
che sibila fra vette del rimpianto
per confessare tutti i miei pensieri.
L’amore per l’amore, e la paura
che si rimanga un giorno sordi al pianto,
e si riduca il cuore a un camposanto
dove stanno le croci di sciagura.
Lascia che dentro questa nostalgia
dia segni a quel silenzio che rimane
amico solitario nelle vane
pretese che io sappia di poesia.
Domani sarà festa e per le strade,
alto, il brusio ricoprirà le case
ma io starò con lui nelle inevase
domande come più sovente accade.
E cercherò risposte che non trovo
ma pure lo farò con insistenza
sapendo del mistero d’esistenza
che mi apre ad un quesito sempre nuovo.
Silenzio alla vigilia della festa,
con lui avrò coscienza di me stesso,
del poco o nulla che sarà concesso
dal tempo che comanda e ci calpesta.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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s
stello cutroneo16 marzo 2016
Grande lirica che offre spunti di riflessioni e ricerca interiore. Davvero molto bella ed apprezzata, verseggiata con grande incisività, segnalo.
