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Natura 21 marzo 2016 · lettura 1 min · 813 letture

Nebbia

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Essendo tu incorporea veleggi e mi lasci vagare nel tuo ventre senza sapere quali siano le mie ragioni penetro le novità di sempre serpeggiano pettegolezzi nell'ovattata quiete la crisi del madido vento sferza i nostri corpi inermi tu che mi hai baciato noi ti abbiamo violato - senza rimorsi mentre ascoltavamo i primi bambini spingere la tua carcassa lieve e finalmente sorridi al mattino. Allunghi le mani e le dita scheletriche ghermiscono i fossi e la palude sei figlia della terra che siglò un patto orribile renderti pericolosa e stanca matriarca bianca dai seni di latte non mi negherò mai ai tuoi abbracci fumè dall'incorporea sostanza - la tua ombra sinuosa danzavamo invocando il sole e la meraviglia
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Alessandro Labriola
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