La musa che fu
Alessandro Labriola
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Posso slegarti dalla gravità
ricadere nudo al tuo fianco
mentre i tuoi capelli miracolosi
segnano il mio viso terso
languidi come le maree
ora che sei egida
ora che sei feroce erotismo
lasciati spogliare
con entrambe le mani sugli occhi
muoviti con la grazia
che invade il mio umore
invecchiato precoce
lasciati cercare
nelle mie notti insonni
la tua lingua di seta
i tuoi seni maestosi
ricamano un antico mandala
sbucano come diamanti oltre la veste
ti adorai con fervore astratto
e parole d'incanto - la tua scusa
noi in un labirinto buio
la mia pena - non averti
non toccarti
non toccarmi
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L'autore
Alessandro Labriola
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