Chiodi da nove pollici
Lo stesso tonfo secco del martello sul chiodo
degli scalpellini, metallici e incalzanti,
con poche pause
brevi
fra un colpo e l'altro
leggere quasi.
Lo stesso battito
che si ripeteva al piano di sopra
ogni giorno dalla mattina alle nove
che da mesi si sovrapponeva ai pensieri
al ritmo del cuore stesso
era il medesimo che ora udiva
a pochi centimetri dal suo naso
mentre crocifiggeva gli operai
ad uno ad uno
addosso alla nuda parete
con chiodi da nove pollici
che si tuffavano
senza alcuna resistenza
dentro ai polsi.
Ed uno.
uno soltanto
lo gettava dalla finestra
insieme al martello.
Poi con passo calmo e paziente
tornava giù nella sua casa
nella terra della pace
nella sua stanza
dove l'eroina non poteva entrare
dove i sogni non potevano fuggire.
si svestì, si lavò con acqua calda
annodò la corda dell'accappatoio e infilò le pantofole
si versò unpo'di rum e mandò giù
poi ne verso dell'altro e lo posò su tavolo
prese il telefono
e compose il numero:
"Centotredici buongiorno."
"Pronto! Salve! Maledizione!
Credo che sia successo qualcosa di terribile
al piano di sopra! Venite qui subito! Fate presto! "
"Si calmi, non c'è problema,
mandiamo una volante.
Mi dà l'indirizzo? "
...
prese il bicchiere di rum e lo mandò giù
guardò fuori dalla finestra
e vide un gabbiano di spalle
fermo su un camino.
©
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L'autore
Fratello
Ho sempre scritto principalmente per sfogarmi, questi sfoghi sono divenuti Poesie e Reading. Ho partecipato al Marte Live leggendo in locali di Roma incluso il teatro Palladium arrivando alla finale senza vincere assolutamente nulla. Accompagnato musicalmente dal basso elettrico di Gabriele D'Ubaldi.
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