Gitana
Alessandro Labriola
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Investo la città di abbozzate verità
che si consumano nel fuoco
della mia indole caotica
sono l'emblema della furia
mirabile slancio nel vuoto
da sincope - la balaustra
il mio tramonto inarrivabile
invincibile nella civiltà
e così lontano dai vostri usi
e lustri - mi aggiro famelico
tra le piazze gremite
attendo lo scempio con foga
sono il testimone di una decadenza
nel cuore di ogni pargolo
sull'uscio di ogni famiglia
io ne visto il crollo e l'ilarità
la seminuda oscurità
la passione che scivola via
nel boulevard più eccentrico
ho visto il sartiame deluso delle spose
vedo tanti bambini nudi
nudi nell'anima - ne faccio bandiera
della mia causa atroce
- che stupida allegoria
state illudendo una generazione
che vive di veleni
i cui anni teneri vengono svagati
da brezze artificiali e venefiche
sono sul loro carro
e bevo alla stessa fonte
non sono un capo
ma un capitano reietto
ho visto madri sadiche, ombre di forbici
sardoniche messe - circhi oscuri
dita frenetiche su grembi scoperti
ho visto il male e le sue forme
odio il suo odore
il suo amore nero
e la sua avvenenza
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L'autore
Alessandro Labriola
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