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Impressioni 2 aprile 2016 · lettura 2 min · 1006 letture

Ambra

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Dove creammo il nostro rifugio ecco che si animavano pigri i fusti oscuri nel parco con mille occhi, non lasciai che le sentinelle di giunchi e infiorescenze pallide lasciassero trapelare la nostra promessa scavalcavamo siepi scheletriche inebriati dal tepore che già calava eravamo stranieri a quelle luci il petto smuoveva infime emozioni sorpresa, ilarità - orgoglio per il nostro corpo aggraziato il parco fu il nostro giaciglio sacro e noi ci accomodammo nel lusso di quella notte autunnale - senza brividi la città emanava cerchi di fumo giocavamo tra i gerani luminosi rincorrendo la fauna dorata - sfuggivano oscenità come rivoli dalla tua bocca che spandeva il suo nettare vicino al lago mentre zampilli e gocce animate presero forma dimenandosi attorno come un valzer stonato nessuno avrebbe svelato o frenato i tuoi gemiti prima che l'increspatura mutasse o l'alba morisse, noi correvamo già rincorrendo i primi raggi - io giovane e potente tu già donna predatrice, dagli occhi famelici il parco si svelò nudo al sole: la selva d'una città misera, un severo presagio ed una morale di vetro infranta
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Alessandro Labriola
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