Crescita
Elena Poldan
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Osservo la paura
dalle grate della mia solitudine
in un ritrovato paradiso
ho percorso sentieri desolati
dispersa fra nebbie senza nome
senza scarpe
ho sceso tutti i gradini
della disperazione
disconoscendo il mio sangue
rimarginato in argini di pace
sibila appena il cuore
mentre m'aggiro
per lande affiorate
da un vento forestiero
tiepido
ai raggi d'un nuovo sole
sto sorgendo
dalle rovine d'un limbo lontano
mi sono addentrata in stanze dimenticate
sfidando tenebre e specchi deformanti
ora di salde fondamenta
avverto caldi raggi
e una corazza
che protegga i miei piumaggi
sento scorrere i domani
fra spalle e nervi
mentre nelle vene pulsa ora coraggio
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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