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Donne 5 aprile 2016 · lettura 2 min · 2623 letture

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Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Devo pensarci in fretta risale i gradini coi suoi piedi alati i suoi occhi mi penetrano l'animo ed il costato - nel cuore non avrei scelto che lei continuavo a rivolgerle inchini e mai decisi di ricambiare lo sguardo il calore che emanava erano le fiamme del paradiso era il sogno d'ogni mattina mentre mi alzavo d'impeto e sudavo per le sue spalle le scapole leggermente divaricate da cui sembrava spuntare un'ala con piume multicolori e sogni altrettanto meravigliosi con la sobrietà dei suoi tempi il pudore dei suoi anni lei non ha mai cercato di possedermi le mie mani si aprivano come un'alcova quello che credevo di meritare, quando il suo collo di madreperla decise di virare, il suo corpo vibrò sembrava dovesse lasciarci tintinnava il ghiaccio sulle sue ali appesantendola giù sino alla terra dove rimase silente con l'eleganza e la regalità di un angelo rapito alle sue altezze, la sua bellezza si manifestava dirompente algida, straniera e ancora indegna per gli uomini avrei urlato notte dopo notte il suo nome proibito certo del suo ignorarmi con grazia severa
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Alessandro Labriola
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