In treno
E' da quando ti guardo,
che ho fatto caso al sopracciglio destro
che si inarca impercettibilmente quando ti concentri,
delineando una specie di rondine.
Mi ritrovo ad osservarti,
assonnata su un cuscino sgualcito del treno,
mentre ti muovi fra le mie fantasie,
come un serpente in cerca di un pezzo di sole.
Non posso che sprofondare,
nel momento che ti giri e te ne vai,
e io rimango incastrato nel baricentro dei tuoi fianchi,
come un pesce fra due coralli.
E' da quando ti guardo,
più o meno da una vita ormai,
che ripenso a quel giorno in treno
e realizzo di amarti solo adesso,
quando dal sopracciglio ai fianchi,
dalle nuvole agli abissi,
non desidero essere nient'altro che un uomo.
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