Vivere ai margini
Già i banchi in fondo all'aula,
erano attrazione fatale, per disertare i raggi del sole.
Solo in seguito, capii di trovare pace
nei lati di una pista da ballo,
lontano dai manierismi sudaticci,
nell'ultima carrozza del treno
alla massima distanza dalla testa portante,
o in una bettola nascosta
esiliata dalle rotte dei cristalli.
Nella solitudine e nell'ubriachezza
di un essere umano dimenticato da Dio,
scavavo alla ricerca dei puri valori,
dal momento in cui realizzai
che è la buccia della mela
a contenerne la sua essenza.
Forse è per questo che adesso adoro vivere
sulla punta dei tuoi denti,
cullato dalla logorante e stimolante incertezza,
del cadere nel buio baratro della gola
o sul candido materasso delle labbra.
Troppo banale,
infrattarsi nei meandri del tuo cervello,
decisamente egocentrico,
sguazzare nella palude del tuo cuore.
Continuo quindi a oscillare,
in perpetuo bilico,
su questo rasoio bianco e fine,
nel disperato tentativo di restare ancorato.
Lo scivolare, ammette il rischio di perderti.
Quindi forza mia,
per favore vienimi in soccorso,
e aiutami a rimanere relegato per sempre,
alla parte più marginale di lei.
©
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Commenti (1)
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A
Antonio Terracciano6 dicembre 2016
La psicologia considera "marginali" "quelle persone che, pur avendo diritto, non giungono a fruire delle risorse e dei privilegi di cui gode il resto della comunità" ("Dizionario di Psicologia" del Galimberti) . Anch'io ho spesso privilegiato gli ultimi banchi, le ultime carrozze, le ultime qualità delle persone amate... Stare all'ombra delle cose e delle persone certo ci impedisce di essere al centro dell'attenzione, ma forse proprio per questo ci permette di vedere meglio ciò che passa davanti agli occhi, al riparo dal sole troppo forte, che sovente può danneggiare la vista, falsare la visione...