Sotto le stesse macerie
Dalle tue parti,
nella nuova città silenziosa che abiti,
i sorrisi son proibiti,
e il vento non smuove capelli,
ma fa solo abbracciare alberi.
Quando vengo da te,
mi sdraio sulle macerie
che ti ricoprono.
Le odio,
le maledico,
le abbraccio,
le tocco,
e un po’ mi ci affeziono,
anche perché
sono proprio le stesse
che ricoprono me.
E allora,
sotto il nostro tetto di umida terra,
facciamo veloce l’amore,
che facciamo meno rumore
e siamo più originali
di quelli che lo fanno
sotto lo stesso cielo.
Non ridere però amore mio,
che qui non è permesso,
e magari ci scoprono.
©
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