Tumultuante

Non perdo il mio corpo
se chiudo ogni membrana
e attorno a Te mi lascio galleggiare.
Come fossi satellite inconsapevole
un piccolo bisbiglio che
fluttui, attraversando.
Ho un desiderio primordiale,
essere l’astro consumato
che Ti segue, sbilanciato.
Soffiami addosso, impallidendo dei miei passi
annego tra le Tue gambe,
risorgo, spirito di acque.
E bagna l’orbita disseccata.
Ché ...
la mia sete è implacabile.
Tumultua d’ antichità.
Ed è lunatica, dimora
senza requie.
©
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L'autore
Garbo
"Sedetti. Per essere assolto dovevo difendermi. Ma cosa vuol dire defendersi? E' la storia degli uomini, dei Lupi, dei petali. Ogni tanto giacciono nel colore dell'abbandono"Cit "Ti somiglio, sempre di più, mentre passo dagli specchi ,tra gli specchi e l'esistenza è riflessa da quelle superfici. Ti somiglio.
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