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Natura 10 aprile 2016 · lettura 2 min · 1022 letture

Marina

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Sono alla fonda dentro un porto smisurato navigo di bolina fino ai palmizi ombrosi siamo in esotiche terre finalmente si leva l'oceano la via principale è irta di bazar e mercati di frutta la salsedine confonde i colori li sfuma, tanto che il giallo sembra dipinto con un pastello fine e le luci che risalgono come ragnatele affamate il boudoir di una delicatissima miss olivastra gli occhi incastonati e preziosi i seni tondi e pieni si slancia dall'impavesata brillante col viso leggermente tirato dalla noia io sono affamato dagli odori che si mischiano e si librano nel piccolo centro una partita di scacchi intagliati è interrotta da frotte di bimbi mulatti o bianchissimi le voci vivaci e già intense, il mare si suicida sulla scogliera a intervalli irregolari serragli di ventose si smuovono sotto l'epidermide pallida della spuma sono polipi ed altre mostruosità chi pesca ne svela le virtù salmodiando logorroiche note ovunque banani, mirtilli canne da zucchero altissime fanno girare la testa la canapa è finissima ammaliante, con le labbra di sale e la voce ampia dei fiori marini, lascio la mia terra con gioia rinuncio a salpare - dal mio sogno giungo a guadare la sua scia lasciva di umori misti per le stelle che già cuciono il cielo col mare
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Alessandro Labriola
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