Vezzo
Alessandro Labriola
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Mi annoio e ne sono fiero
sono un modesto figlio
della borghesia più raffazzonata
sono un solido legame
- oh delirio! oh complicità!
perversa ingenuità
stupidità feconda dei fanciulli
- delitti nella notte
odore oltre la coltre, oh sorte!
Sarei considerato un germe
- un tarlo rattrappito
eppure consapevolmente rapito
dalla corona così scomoda
quanto la moda o la furbizia
scorro con selvaggia malizia
la folla che si aizza e sferza
ammiro di Lucifero la gaiezza
e odio le pretenziose formalità
amo la libertà,cerco di farla mia
oh delusione! oh rimpianto!
scempio lungo la via di casa mia
sprigiono una lieve illusione
le ombre vistose e vezzose
coprono l'altare d'edera e speranzose
tingono le rose di china
oh piaceri! oh lusso!
mi dono al sollazzo più nero
che nelle fiabe io ci sono
cala il sipario sfarzoso
rivela l'Antagonista
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L'autore
Alessandro Labriola
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