L'attesa
Gesuino Curreli
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Aspetto l’ombra della sera e poi
andrò a dormire, quando è già trascorsa
la luce che la sera accende in noi
e passa per la stretta di una morsa.
Ma tu rimani fra le stelle come
se poco ti importasse del terreno
gemito umano volto a un dì sereno
e per averlo chiama un solo nome.
E' l'oboe che accompagna nei tratturi
della memoria la mia claudicante
andatura smarrita, e del restante
cammino non conosce i dì futuri.
L’orchestra spicca il volo con l’andante
e inebria di profumo anima e stanza,
io mi arrendo alla malinconia che avanza
e cedo alla paura acre e costante.
L’oboe e il clarino, il pianto dei violini
benedicono l’ora solitaria
e un canto nuovo pare che per l’aria
echeggi altre speranze, altri destini.
Aspetto l’ombra per la compagnia
nella seggiola vuota che non parla
e l’oboe intona l’aria per provarla
sicché risulti buona melodia.
E io trascino incredulo nel vuoto
questa parte di me che cerca quiete,
cadute le ambizioni, vuote mete,
nel mare d’inquietudine in cui nuoto.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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