Giaciglio
Alessandro Labriola
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Sogno
con la coperta sulla faccia
per costringere i miei dolori
aizzare le voglie sopite
tutto è un furibondo allarme
la visione inadatta ai bambini
quando mi prendo la testa
tra le mani, tremo
la camera brucia le gambe
scintille percuotono i muri
come una gotta inusuale
un'infiammazione improvvisa
il mio sorriso è una corteccia
da scrostare via
minuziosi dagherrotipi
del mio nemico
si incrinano sul tappeto
è ricacciato in gola
il tumulto, una marea di sale
sembra uno spettacolo
una curiosa psicosi,
cerco rifugio nel sonno
o un'asettica veglia
che è sabbia fra le dita
senza conchiglie
senza più sorpresa!
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L'autore
Alessandro Labriola
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