Ingenua Surealista
Alessandro Labriola
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Sentì un'ostile tentazione
uno stimolo visivo
alle pendici di un riflesso
dove l'orizzonte muta
si allunga e si stende
pigramente sull'argine
premendo contro la cattedrale d'inchiostro
che si fece liquida nel cielo ruvido
tangibile, straordinario nelle mie mani!
L'origine del male fu la vista di un riflesso
rosso e divinatorio, un pagliaccio
nato da un lampione anonimo
le sue increspature venefiche
relitto della luce in prospettiva
e il retrospettivo angolo del ponte
mi illuminò il volto di sangue e
sorvolò la città staccandosi dal ritratto
tutti i colori roteavano mischiandosi
in un rondò magico, una celebrazione fallica
l'assordante silenzio dei cigni
ed una miriade di bocche che s'adagiavano
pigramente e pallide sulle auto e sui passanti
fummo tutti ispirati da questa amorfa tensione
di anime, da una parte all'altra dei canali
non potemmo ritrarci alla nube nel cielo
l'immagine evanescente di gambe magnifiche
il cui struggente eros si snudava di nuovo nell'acqua
sorprendentemente morbida... m'innamorai
della mia mente fino a quando capii
che lo spettacolo era pubblico - a loro
mancava solo la follia necessaria e il coraggio
per sostare al sudario dei propri tabù
più autentici - e meno reali
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L'autore
Alessandro Labriola
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