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Donne 20 aprile 2016 · lettura 1 min · 3845 letture

Le lavandaie

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Giancarlo Fiaschi 775 poesie pubblicate
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Battevano i panni le comari lungo il greto industrioso, placida l'acqua a togliere residui di sporcizia e di sudore. Ripiegate su se stesse quasi raggomitolate gomito a gomito nello struscio, mentre il fiume placido lambiva loro i piedi curioso fra quei cori allegri. Di canto e di parola non badavano mai a spese. Batti i panni e struscia sodo che il cesto è sempre pieno! Loro lì nel solito loco le lavandaie di buzzo buono, con le mani sempre a mollo bucato dopo bucato, per riconsegnar pulito e stirato il capo profumato, dalla signoria di turno loro affidato. Vita grama e vita dura la lavandaia a pelo d'acqua sempre pronta in rituale, col freddo e col sole lei sempre li come penitente, fletteva il capo e stirava il pugno come a chiedere perdono... per pochi spiccioli di dignità.
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Poesia nel ricordo di un mestiere antico ... ormai scomparso.

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Giancarlo Fiaschi
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Commenti (1)

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Umberto De Vita21 aprile 2016

Mi ricorda le lavandare di Pascoli, ma questa poesia è originale e l'autore ci ha messo molto del suo. Ottimo testo.