L'isola
Alessandro Labriola
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Troverò rifugio
dentro una caverna di tufo
cercherò una vita che non infierisca
su di te, che sei fatta per creare
e ispirare i grandi
troverò dei palmizi sacri
sotto il quale unirci e darti ristoro
ti donerò un mondo fatto di ozio
di toni caldi senza serate fredde
tornerò con una scialuppa
e ti porterò il nettare dell'Iris
per inebriarti - come una sposa distesa
cercherò un terreno fertile
in cui piantare le nostre radici
un'amaca morbida in cui ti assopisci
una musica chiara che ci aspetti
troverò casa dove tu dimori
divorerò le tue sciagure con la bocca
e con l'esofago in fiamme
costruirò come cristo una capanna di legno
una fonte, per abbeverarci
troverò un triangolo d'oro
dove accomodarti
dove non ci sarà destino
lontana dalle guerre metropolitane
per essere ciò che sei
senza più spine a ferirti
nell'intrepido slancio
- e se lo temi
ti porterò a riva
con gli dei e le gerarchie
del mondo rimasto vago
- ti aspetterò
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Alessandro Labriola
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