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Amore 27 aprile 2016 · lettura 2 min · 2538 letture

Tu e la sera (Musa in controluce)

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Stava già chiamando la sera ma la notte spettinava i monti e i mausolei attraevano dolci infanzie le stelle ferite di rosso gettavano ombre stregate sugli olmi dove Tu entrasti in scena con campanelli alle caviglie il ventre basso e fresco della giovinezza immortale dirigevi un corteo di principi infelici ululavano storpiando la selva le fiabe si inabissarono sottovoce il tuo crine fiero al crepuscolo invase il vento agitandolo una segreta svolta per chi si innamorò della tua organza mielata del tuo essere misteriosa e vivace - rechi ovunque il tuo purissimo amore il teatro abbandonò la scena si mescolarono i profumi dei forni con l'agata ad ogni grido del vento tu opponevi il tuo petto lussuoso creando scintille che accesero i lampioni io rimasi incredulo dalla tua linea perfetta - dalla simmetria che si adagiava, e che ci mostrò identici la fotografia come veleno s'inoltro in ogni vena ed ogni arteria fino a scuotermi tutto il corpo percorsi le tue impronte smarrite fino alle nostre case di paglia una laguna a forma di cuore e l'anima intensa che soffiò velocemente per noi le stagioni miti e l 'inaudito coraggio di esistere insieme
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alla Musa M. L. T.

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Alessandro Labriola
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