Ogni ponte battuto dal temporale
C'è un lungo ponte sul fiume avulso,
dalle viscere terrestri e dalle laviche colate;
l'acqua si agita in un movimento convulso
che trascina sul fondo le bellezze amate,
mentre si schiude la pioggia sul ferro
ed è bagnato il pavimento su cui io atterro.
Viaggiatore sulla coda del tempo violento,
io vago qua e là senza troppa convinzione;
mi afferro blandamente a qualunque momento
mi possa servire per architettare un'azione,
ma so che non mi sto impegnando abbastanza
e che potrei allungare fannullonerie ad oltranza.
Intanto il ponte si carica d'acqua piovana:
il temporale scarica lampi e tuoni sulla ghiaia;
è molto spesso bizzarra l'esistenza umana,
e il suo senso può cadere come una mannaia,
che s'abbassa sulla testa di un condannato
che rimpiange il tempo perduto e abbandonato.
Ma ad interrompere la noia non è sol la morte,
a intervallare gli attimi ciechi carichi di disagio;
è talora anche il desiderio di correre più forte
per superare il malessere ed evitare il plagio;
c'è da essere qualcuno di davvero importante
che sappia affrontar con audacia ogni tornante.
Per ciascun ponte battuto dal fosco temporale,
occorre un maratoneta che voli al traguardo;
ci vuole un nano che si erga a gigante bestiale,
un antibiotico che sconfigga il malore bastardo,
uno spruzzo che diventi un maroso esorbitante,
un sussurro che si trasformi in urlo emozionante.
E il piccolo gnomo sarà un drago che trafiggerà
qualsiasi muro che gli si ponga a muto ostacolo;
l'uomo ardimentoso si cimenterà in mille attività,
e racconterà le sue prodezze in un grand'oracolo;
l'acquazzone passerà, il sole rifulgerà maestoso,
e il pedaggio per la vitalità non sarà più costoso.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!