Pudica
Alessandro Labriola
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Le ferite notti, a fiotti
i canti ancestrali
- la mediocrità
di un me predestinato
alle tue spalle di luna
il tuo abito sobrio che sa di incenso
il seno intravisto tra il bianco e il grigio
la mano nella posa dell'addio
perenne e - per ogni cosa
il preludio ai tuoi casti baci
che si trasformano in schiuma aspra
quando ritmicamente s'abbracciano
le nostre lingue indomite
- canta un grido
la pelle sudata e maestosa
si ritrae mesta
al mio ululare vano
a certi pensieri
quando vengo a cercarti
e tu mi trovi con pudore
parli la lingua delle fate
che come una preghiera
giunge con me la notte
mi accompagno strascicando un voto
di castità e doglie
per un domani tardo
fatto di corpi Promessi
e liquirizia
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa3 maggio 2016
un amore ricostruito fra i versi con un'accurata tessitura di emozioni, a sprazzi che incantano il lettore. Notevole

