05. 05. 16 I Padri

"E' luminosa proiezione, secolare mitezza del saggio
questo silenzio,
mi è sacro,
inadatto al predare umano.
...ai piedi, con i piedi nudi appoggiati sulla Terra
riesco solo ad inchinare un sentire che giudico troppo,
vigoroso inutile cesello.
Gli Alberi stanno, senza emettere un pensiero, guardano la mia viola rosa
dentro i capelli ubriachi che striduli sfiorano cortecce.
Sono così
nuda,
al cospetto del Padre, ancora e sempre figlia.
Respiro il ritmo altero,
la melodia creata dal Vento
un piccolo fagiano porta il mio velo mentre cala la sera.
Tra i giganti sono, siamo in pace.
Silenzio, palpito vegetale.
Mi dileguo erogando vita.
Uno slancio, eterno incesto.
Naturale.
Quanti sono, Padre, i Tuoi anni?
©
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L'autore
Garbo
"Sedetti. Per essere assolto dovevo difendermi. Ma cosa vuol dire defendersi? E' la storia degli uomini, dei Lupi, dei petali. Ogni tanto giacciono nel colore dell'abbandono"Cit "Ti somiglio, sempre di più, mentre passo dagli specchi ,tra gli specchi e l'esistenza è riflessa da quelle superfici. Ti somiglio.
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