Ali al macello

Ma io non ho le Ali
non le voglio, creature inumane
mi bastano gli occhi composti,
indipendenti ommatidi che girano
mi aiutano le orecchie mai temporanee
a scrivere dell'urlo Animale, del muto perchè
mentre dai camion il vigore dell'irriducibile
ammassa e pungola le Manze impaurite
trascinando il Cavallo ronzinante del Chisciotte.
No, davvero non servono le Ali pelose della pietà che
sta seduta comoda, per capire un terrore nell'occhio del Vitellino
mentre la sega lavora sussultando impietosa e sa di morte
la macchia scura e vermiglia, sui grembiuli chiari e le piastrelle.
Macelliamo ora! Via.
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L'autore
Garbo
"Sedetti. Per essere assolto dovevo difendermi. Ma cosa vuol dire defendersi? E' la storia degli uomini, dei Lupi, dei petali. Ogni tanto giacciono nel colore dell'abbandono"Cit "Ti somiglio, sempre di più, mentre passo dagli specchi ,tra gli specchi e l'esistenza è riflessa da quelle superfici. Ti somiglio.
Commenti (1)
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Antonella Garzonio9 maggio 2016
Un testo che mi ha profondamente colpita. Credo che molti visitando un macello non riescano poi a mangiar più carne. Pieta' e civiltà sono i presupposti di un viver civile, gli animali hanno un'anima e un cuore... pietà.Da un anno sono per questo vegetariana, non voglio più far male a nessuno. Grazie

