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Morte 9 maggio 2016 · lettura 2 min · 955 letture

I novanta diamanti stregati del Ku Klux Klan

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Stefano Iori 54 poesie pubblicate
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Novantanove anni fa accadde di nuovo: un gruppo di tagliagole fece un raduno; una piana boscosa fu scelta come covo, all'appuntamento non mancò nessuno. Qualche membro provvide pure a portare un cassone ligneo rigurgitante di tesori, frutto forse di una scorribanda per mare, che fece sprizzar violenza da tutti i pori. Il capo della setta ne propose l'apertura, e tutti quanti acconsentirono soddisfatti: la loro vista brillò di accesissima frescura ... quando ravvisò quei diamanti così intatti, lucenti d'azzurro acqueo e metallica tintura, e così meravigliosi da far diventare matti. Ogni membro ne soppesò uno in mano, ne osservò la fattura canina e ammaliante; chi avrebbe potuto nasconderli in un vano, se non un mitomane assetato e trepidante? Erano in totale novanta, e tutti retroriflettenti; furono disposti in cerchio sull'erba bagnata; poi s'appiccarono fuochi intorno ai battenti, e si iniziò a ballare con baldanza estasiata. È ovvio che sempre di Ku Klux Klan si parla: ma la paura anche un forte può attanagliare, e i corpi inanimati si diedero ad aumentarla! Così gli incappucciati si sentirono assediare: la curiosità non era più il caso di esercitarla, era ormai tempo di spaventarsi e scappare! Dalle punte grezze scaturirono cupi fantasmi, dal cielo cadde una pioggia fitta e tenebrosa; l'aria s'empì di malsani fragori e aspri miasmi, la situazione non era più bella come una rosa. Gli uomini in maschera fuggirono, terrorizzati dagli spettri, dai lampi e dalla nebbia immensa; dopo due minuti già nel lago s'erano tuffati i più vigliacchi e quelli dall'audacia più melensa. E in un tepore di scoppi e raggi abbaglianti, i novanta diamanti si schiantarono al suolo, disperdendo ovunque gli aguzzi cocci gitanti. È chiaro or dunque a chi appartenga il dolo: gli adoratori del demonio, spaventosi amanti, che presto annegheranno nell'acqua del molo.
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