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Impressioni 23 maggio 2016 · lettura 2 min · 913 letture

I giovani possono risorgere

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Stefano Iori 54 poesie pubblicate
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Siamo diventati baldi e spavaldi, dall'alto guardiamo il pavimento; ci crediam belli ma siam agnelli, persi nel più vacuo combattimento. Feroci orecchini e tristi catenine non sono proprio armi da battaglia; e per l'onore e per mostrare il valore, il cervello batte in partenza la ferraglia. Dov'è la sensibilità, la fiera onestà? Due fra quelli che conservan la società; il falso coraggio non esibisce che viltà, e il terrore d'assumersi le responsabilità. Ascoltate, vi parlo da perfetto pari: non pretendo che mi capiate subito; questo discorso sbarrerà tutti i mari delle vostre intenzioni di cui dubito. Se pensate di tener in pugno il mondo, o di calpestare chi in esso v'ha preceduto, non avete mani abbastanza possenti, e i vostri piedi han perso l'orientamento. La vergogna con cui adesso vi circondo rivendica qualcosa troppo presto perduto, che al posto di grezzi babbei dissidenti, crea ragazzi d'oro e da complimento. Esempi sono la felicità in una famiglia, la ricerca della pace e dell'introito morale, le amicizie che resistono a lunghi anni, fare del bene e per ciò provar orgoglio. E voi, alla prima scemenza che vi piglia, mal dedicate il vostro interesse integrale... mi sentirei il nulla se fossi nei vostri panni, sempre a provare e diffondere cordoglio. Ma piantatela con questa autodistruzione! Bando a questa corrosiva depressione! Qui c'è da sovvertire con una ribellione di sconfitti che riemergono dal polverone. La vera forza è il ferro della vostra idea; la vostra arma è la protesta pacifica; tornate a cogliere il sale sulla sabbia e a seguire marce con tante persone. Crescer così quanto piacere mi crea mi metterei con voi e firmerei la ratifica del documento della mia utile rabbia, che da un po' mi fa capire la mia direzione.
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Stefano Iori
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