Morte
Gesuino Curreli
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Mi toglierai all'olfatto rose e gigli,
il profumo di amori che ho cantato,
gli amici, ed il brusio del vicinato,
la paura e il bisogno di consigli.
Chissà cos’altro ancora sbranerai
con le mie carni putride e innocenti,
ma non avrai rimorsi o pentimenti
di ciò che hai sempre fatto e che farai.
Non avrò più memoria dei miei figli
nelle polveri immense dello spazio,
non gli amori, le angustie dello strazio
che il tempo ci propina con gli artigli.
Ritornerà al presente anche il passato
nell'eterno che non ha mai tramonti,
e ricama nei mari e sopra i monti
passeggeri ricami del creato.
Sarò energia, chissà, ma pure nulla,
assorbito dal ventre della terra
quando l'ora come aquila ci afferra
nel volo con cui il tempo si trastulla.
Morte: principio e fine di un presente
che si dilata al sempre sconosciuto,
e ci richiama al brivido temuto,
finita la comparsa inconsistente.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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