Al mercato elfico dei druidi
Uno squillo si acquieta nella foresta;
tu che ci cammini tieni la mente desta.
Si affacciano tra i rami i primi rumori,
e alle tue narici giungono gustosi sapori.
Appena esci dal fitto della boscaglia,
cose buffe di stranezze ti dan avvisaglia.
Nasi adunchi e orecchie ben appuntite,
e mani nodose che impugnano matite.
Vecchi fasciati di fucsia coi cappucci;
dalle lor espressioni non trapelano crucci.
Sei ad un mercato elfico bell'e buono:
di parteciparvi gli elfi ti han fatto dono.
E non mancano i druidi più cupi e saggi:
già avvizziti, ma mandano ancora raggi!
Lungo i loro banchi puoi trovar di tutto,
ma mai un articolo che possa parer brutto.
Mai nessuno potrà trasformare in furto
il loro soffio magico che è terapia d'urto.
Poteri soprannaturali gli escono dalle mani
senza pronunciar miti leggendari e arcani.
Ma se osi calpestar un ramo del loro prato,
ti ritroverai per punizione un osso fratturato.
Dura è la legge dei commercianti di fantasia:
spezzano lame e non adoperano cortesia.
Eppure sanno bene cosa significa l'amicizia:
compagni fedeli si mostrano nella mestizia.
Non asciugano mai le lacrime di chi piange,
ma fomentano la tristezza levando le frange.
Con uno scopo gestiscono queste bancarelle:
perché le speranze rimangano sempre quelle.
Sono a conoscenza della futilità dei cannoni,
e preferiscono investire nelle alimentazioni.
Ora è giunto il momento d'un distinto saluto;
a capir la realtà gli elfi t'han fornito un aiuto.
Come potrai dimenticare quei visi pacati?
I loro insegnamenti li hai forse tralasciati?
Di questo bagaglio ti resterà una goccia:
ne farai la cascata di un'inebriante doccia.
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