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Riflessioni 1 giugno 2016 · lettura 2 min · 575 letture

Oh mia patria

G
Giancarlo Fiaschi 775 poesie pubblicate
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Oh bell'Italia abbandonata e ogni incuria prende strada, tu che sei magia di scultura fra dolci colli modellati da quella mano generosa mostri tal beltade nei tuoi lineamenti, nel trastullo di sol baciata sei unica in natura ma violata. Quel progresso che ha posto il sigillo non s'è fermato a salvaguardare il bello in quello sfruttamento totale, accanimento senza cognizione e sale tutto impiastrato dal colle all'arenile, nel cementificare senza ragione in quella perversione del mercificare. Oh mia patria e dolce stivale troppi veleni ti strizzano il cuore, sempre più stretta dal morso assassino e ogni loco spolpato e abbandonato, pur chi regge il timone ha depauperato quel rapporto di fiducia e d'amore e per gli affari non ha mezze misure. Tu giaci lì oh bella Italia fra terre di veleni assassini, montagne dall'uomo minate scheletriche colline abbandonate e litorali impiastrati di veleno, la città sempre più degradata ogni angolo mostra tutta l'incuria e di bello sempre più penuria. Piange l'anima e si ribella qui di pulito non c'è più nemmeno una stella, poi arrivano i fulmini di sventura dalla campagna abbandonata quell'acqua alla gola inonda, dal monte a valle sbatte e rompe ci dà la disdetta e ci mette in prigione ...
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Una riflessione prima della Festa della Repubblica, per il nostro stivale ... così bello ... e ancora trattato male.

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Giancarlo Fiaschi
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