Un velo per la Madre

Non resta che una palma appesa all’ultimo capello
oh Madre, la tua testa tonda è calva, paralizzata dai figliastri.
La roccia sgretolata ti fa sabbioso il dorso, un ventre gravido
di urli mentre, irriducibili avanzano le barbare fastose,
raccoglitrici d’erba e non v’è più intimità.
Sopra la tua ferita aperta un figlio muore già.
L’onda secca non ti basta, Madre per rinvigorir la chioma.
Né le colpe dei padri a ricaderti sopra, passano
l’alta fronte che esigerebbe un velo. Tu arrossisci ancora?
Forse... Di certo agonizzi lentamente. E sei solo,
armonia perfetta, fra i gorghi dell’indifferenza.
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L'autore
Garbo
"Sedetti. Per essere assolto dovevo difendermi. Ma cosa vuol dire defendersi? E' la storia degli uomini, dei Lupi, dei petali. Ogni tanto giacciono nel colore dell'abbandono"Cit "Ti somiglio, sempre di più, mentre passo dagli specchi ,tra gli specchi e l'esistenza è riflessa da quelle superfici. Ti somiglio.
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