Ma che amore é? (iostoconledonne)
Gesuino Curreli
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Hanno lasciato il corpo lungo il viale,
nella radura di periferia,
sepolto tra i rifiuti. E' cosa mia.
In tanti non comprendono, e fa male!
Ti dispensava amabili carezze
la mano che ha tarpato le ali al volo,
e tu, farfalla libera, sul suolo
lasci polline e sangue con le ebbrezze.
Eri nei sogni miei fin da bambino
come la luce a cui non giungi mai,
e se ti sfiora appena, ovunque vai
il suo profumo inebria il tuo cammino.
Ora saper finita la tua danza,
e il volo rotto da una storia infame
fa bruna questa sera, e molte lame
hanno il lugubre canto di mattanza.
Sento il silenzio gelido che avanza,
vorrei poter fiatare su quel cuore
il mio pensiero complice che muore
con la grazia che diede e l'eleganza;
con quanto dispensò liberamente
d'amore, d'intelletto e di poesia,
ma non ho forza e cado in afasia,
per l'orfanilità della mia mente.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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s
sergio garbellini15 giugno 2016
Una analisi particolareggiata su queste relazioni d'amore che si tramutano in violenza prima e in un delitto dopo, lasciando esanime il corpo di colei che nei mesi precedenti ha svolto la sua funzione di donna in relazione ai sentimenti d'amore. L'Autore con il suo inimitabile stile poetico e la sua dialettica culturale degna di ben altri consensi, ci regala una lirica di autentico spessore morale che merita un eterno applauso, versi che trasmettono sensazioni encomiabili. Complimenti vivissimi a questo autore di grande valore poetico.
