Rapita dal Vento
Elena Poldan
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un giorno mi rapì il vento
e in un ballo selvaggio
mi condusse nel suo regno
senza casa m'invertì il sole
senza dita scompose il Tempo
e oscurò i giorni
in mille notti
d'insonne angoscia
capelli appesi a sogni
che spazza via incurante
e piedi confusi
che inventano passi
mentre a tentoni
cercano spiragli
e sorgenti di luce
un giorno mi rapì il vento
e ancora mi dimeno nel suo regno
tra turbamento e sgomento
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli17 giugno 2016
Turbamento e sgomento... il vento che ci conduce nel suo regno dove la notte prevale sul giorno ...sogni spazzati via e difficoltà nel trovar spiragli di luce che possano ridar vita alla speranza, che possano riaccendere la gioia di vivere ...versi profondi e fiabeschi...

