Le foglie morte
Gesuino Curreli
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e l’eucalipto lascia le sue foglie
con i piedi bagnati nello stagno
dove passeri e giunchi ebbero il bagno
nel parto maturato senza doglie.
Volteggiano e si posano sul prato,
eliche stanche reduci da guerra,
e cercano riposo sulla terra
che diede vita e slancio al loro fiato.
Dal cielo trasparente dell’estate,
dentro i suoni ovattati del mattino,
le foglie sono il senso del destino
che si frantuma in cicli, vite, e annate.
Frullano in aria a una a una, in tante,
come un gioco mai fermo di farfalle,
per ricamare al suolo ambrato scialle
che al vento striscia e strepita, vibrante.
Due innamorati mai sazi di baci,
distratti, non osservano il trapasso,
si guardano e si toccano nel passo
di vita che non dà sogni mendaci.
Hanno teneri i sogni e voglie matte,
gli amanti, nel mattino che si sveglia,
é amore ad ogni battito di ciglia,
lieve il sopore, e le promesse intatte.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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